Chi si trova ad avviare una nuova attività nella ristorazione deve necessariamente valutare anche l’abbigliamento da utilizzare. Ogni singolo membro dello staff dovrà infatti utilizzare abiti particolari, sia per seguire le normative HACCP oggi vigenti, sia come strumento di marketing.
Abbigliamento da lavoro e DPI
La categoria dell’abbigliamento da lavoro comprende anche i DPI, ossia i dispositivi di protezione individuale. Si tratta di quelle protezioni che evitano al lavoratore di incappare in piccoli incidenti o in problematiche per la sua salute. Se nell’industria esistono DPI ingombranti e difficili da indossare, nella ristorazione si tratta di capi d’abbigliamento protettivi, che evitano a chi prepara gli alimenti di scottarsi o di scivolare durante il turno lavorativo. Sono DPI per la ristorazione le sopra maniche che evitano di scottarsi le braccia mentre si cucina, così come i guanti che si indossano mentre si aprono i crostacei con arnesi appuntiti e affilati. La gran parte dell’abbigliamento che utilizza chi opera nella ristorazione non rientra nei DPI, ma negli abiti da lavoro; molte persone all’interno dello staff di un ristorante o di un’attività che produce alimenti hanno l’obbligo di indossare specifico abbigliamento da lavoro, secondo la normativa HACCP. Non per la protezione personale, ma per mantenere impeccabile l’igiene, in modo che gli alimenti preparati non causino problemi a chi li consuma. Quando si parla di questo tipo di dispositivi e abiti è importante rivolgersi a un fornitore affidabile e professionale, come ad esempio Be uniform, società italiana specializzata in abbigliamento da lavoro, che propone i migliori prodotti oggi disponibili in commercio, anche online.

Come deve essere la divisa dello chef
Solitamente qualsiasi brigata in un ristorante indossa diverse tipologie di abiti, che variano a seconda del ruolo di ogni singolo addetto. In particolare il capo cuoco indossa abiti che lo distinguono chiaramente dagli altri, ad esempio con un colore differente; vari ristoranti però differenziano gli abiti anche tra aiuto cuochi e commis, o tra addetti a diverse tipologie di alimenti. In questo modo anche durante un turno lavorativo molto intenso e stressante è facile trovare un addetto all’interno della cucina, visualizzando la sua divisa. Quella di chi lavora in cucina deve comprendere alcuni DPI, come quelli di cui abbiamo parlato poco sopra; gli abiti da lavoro devono offrire comodità a chi li indossa, ma visto che si tratta di persone che lavorano a stretto contatto con i cibi, dovrebbero anche essere in tessuti naturali e offrire una grande facilità di lavaggio e igienizzazione, in modo che ogni singolo addetto sia sempre vestito in modo impeccabile.
La divisa fuori dalla cucina
Da sempre numerosi ristoranti preferiscono che la divisa sia indossata anche da chi lavora in sala. Si tratta qui di abiti da lavoro, difficilmente un cameriere o un addetto alla sala ha l’obbligo per legge di indossare specifici DPI. È importante però mantenere una certa immagine di pulizia e igiene, sia secondo le normative, sia per creare un ambiente in cui il cliente si sente sicuro e tranquillo. Anche in sala gli abiti dovrebbero essere comodi e facili da lavare. Offrire una certa uniformità a chi lavora in sala, con abiti uguali per tutti, o che si differenziano a seconda del ruolo, permette di offrire un’immagine professionale dell’azienda, creando anche un maggiore coinvolgimento e senso di appartenenza a tutti coloro che fanno parte del gruppo di lavoro.



