Il lavoro dell’Istituto ISPRA ci restituisce il quadro generale dell’ambiente in Italia aggiornando i dati per gli anni 2015-2017.
Relazioni e dati su agricoltura, pesca, energia, trasporti, turismo, industria, biodiversità, clima e smog.
Tra i temi affrontati nelle relazioni, ci sono agricoltura, pesca, energia, trasporti, turismo, industria, biodiversità, clima e smog. Su alcuni di questi settori, l’Italia sta ottenendo buoni risultati ma lo fa troppo lentamente.
È migliorata ad esempio, nel 2017 la qualità dell’aria, ma è cresciuta la produzione dei rifiuti urbani.
Di pari passo è anche aumenta la raccolta differenziata, che si attesta al 52,5% della produzione totale dei rifiuti urbani, e il riciclaggio (il 45% della produzione).
Resoconto delle condizioni delle acque
Secondo il report, il 43% dei fiumi e il 20% dei laghi raggiungono l’obiettivo di qualità per stato ecologico; il 75% dei fiumi e il 48% dei laghi, invece, raggiungono l’obiettivo di qualità per lo stato chimico. Non si arresta, invece, il livello di contaminazione da pesticidi.
Come negli ultimi 10 anni, il 2016 è stato un anno più caldo rispetto alla norma anche per quanto riguarda gli indici degli estremi di temperatura. Tuttavia, nessun indice ha segnato valori record.
La tendenza alla diminuzione delle emissioni di gas serra e la loro evoluzione futura indicano che l’obiettivo di riduzione dei gas serra nel 2020 sarà raggiunto.
La situazione dei litorali italiani
Negli ultimi decenni i litorali italiani presentano significative evoluzioni geomorfologiche dovute ai processi naturali all’intervento dell’uomo. Oltre il 90% delle acque di balneazione costiere è classificato come eccellente.
A livello europeo, l’Italia è tra i paesi più minacciati dagli eventi di origine naturale, in quanto soggetta a tutti i tipi di pericolosità (sismica, vulcanica, frane, alluvioni). Dal punto di vista della sismicità e della presenza di faglie capaci, in Europa solo la Grecia presenta una pericolosità superiore all’Italia.
Green economy, green jobs in continua crescita: previste da 320.000 a 863.000 assunzioni
Si parla ormai da qualche tempo e anche in Italia di green economy, un settore in continua crescita e in grado di creare nuova occupazione.
In questo ambito stanno nascendo nuove figure professionali, alle quali sono richieste competenze specifiche nell’ambito dello sviluppo sostenibile, della tutela ambientale e del risparmio energetico.

Rapporto 2017 Green Italy presentato annualmente dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere: Da 320.000 a 863.000 assunzioni
Il rapporto Green Italy dimostra come il settore green sia in continua crescita anche in Italia e sia trasversale a molti settori.
Nel rapporto 2017 si sottolinea che sono 355 mila, infatti, le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito nel periodo 2011-2017, in prodotti e tecnologie green. In pratica più di una su quattro, il 27,1% dell’intera imprenditoria extra-agricola con dipendenti.
Questo dato trova una conferma nei dati sui green jobs (ingegneri energetici o agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto, ecc.), le cui assunzioni previste nel 2017 riguardano quasi 320 mila posizioni (se si considerano anche le assunzioni per le quali sono richieste competenze green se ne aggiungono altre 863 mila).
Green jobs
“Per green jobs si intendono i lavori nel settore dell’ambiente, nel settore industriale e nei servizi in cui vengano utilizzate soluzioni di tipo “ecologico”. Dall’accesso alle fonti di energie rinnovabili all’utilizzo di tecniche produttive ecosostenibili, lavorare nell’economia verde permette di produrre beni e servizi con tecniche che rispettino l’ambiente e la natura”.
Fonte: http://www.informagiovaniroma.it/lavoro-e-impresa/approfondimenti/professioni/green-jobs
Le professioni più ricercate nel settore dell’ambiente
Auditor Ambientale, Eco manager, Esperto di impatto ambientale sono tra le professioni più ricercate nel settore dell’ambiente
Chi è l’ Auditor Ambientale?
È colui che tiene sotto controllo il sistema di gestione guidato dall’eco manager: dalla produzione fino alla logistica. Si tratta di un ruolo che può essere svolto sia all’interno dell’azienda sia all’esterno. Come prevede il regolamento EMAS, Eco Management and Audit Scheme, le imprese infatti possono certificare la propria qualità ambientale.
Chi è l’ Eco Manager?
E’ il responsabile delle strategie ambientali, all’interno dell’azienda. Una figura trasversale nell’organizzazione, che risponde direttamente al vertice. Si occupa di tutto quanto riguarda l’attività dell’impresa sul territorio: come eliminare sostanze nocive dal ciclo di lavorazione, come ridurre i rifiuti di lavorazione e le emissioni inquinanti o razionalizzare i consumi energetici. Sempre tenendo sotto controllo i costi. Non solo. Dal processo produttivo la sua competenza arriva poi al prodotto, che deve essere ecologico sia nelle caratteristiche sia nel confezionamento e nel riciclaggio. Le grandi imprese hanno diversi manager ambientali, per singole aree o per stabilimento, coordinati da un direttore ambiente.
Chi è l’ Esperto di impatto ambientale?
E’ colui che deve compiere studi approfonditi sugli ecosistemi, ma anche sui progetti architettonici che su di essi andranno ad incidere, coordinando così numerosi tecnici e professionisti. Successivamente ha il compito di formulare una valutazione della compatibilità tra progetto ed ambiente, che, per legge, chiunque proponga un’opera che comporta conseguenze sul territorio è tenuto a presentare all’autorità competente.
Vuoi lavorare in questo settore con tanti sbocchi professionali?
La formazione specialistica è indispensabile: E’ in partenza il Master Quality Esperti in Sistemi di Gestione Aziendale, Qualità, Ambiente, Energia, Sicurezza di Uninform Group
Il master giunto alla sua 69^ Edizione, ha ottenuto nelle precedenti edizioni un placement occupazionale superiore al 90% e oltre 2.671 candidati hanno trovato una collocazione in aziende, società di consulenza, multinazionali, Pubblica Amministrazione.
Prevede uno stage di 6 mesi (900 ore) garantito contrattualmente e 3 Borse di Studio parziali.
Cosa aspetti? Ottieni informazioni subito


