Nonostante i timidi progressi, il mercato del lavoro registra ancora molte difficoltà.
Secondo gli ultimi dati resi noti dall’Istat sono evidenti segnali di rallentamento che coinvolgono un po’ tutte le classi di età.
In un anno la percentuale degli occupati è diminuita dell’1,9% fra i giovani dai 15 ai 24 anni e dell’1,2% nella classi 25-34 e 35-49.
Il lavoro risulta, e non a torto, uno dei settori più bersagliati dalla crisi finanziaria.
L’instabilità, che attanaglia le aziende, non consente ai lavoratori di dormire sonni tranquilli e conservare il proprio posto di lavoro non sempre è possibile.
Quel che è certo è che anche dando il massimo non si possono escludere eventi spiacevoli ma, è altrettanto vero, che è possibile garantirsi un paracadute solido, scegliendo a priori di sottoscrivere una polizza contro la perdita del lavoro.
A protezione del lavoratore dipendente ed autonomo il mercato assicurativo propone polizze ad hoc, in grado di offrire un reddito sostitutivo laddove il lavoro venga a mancare.
Questa tipologia di polizza garantisce un’entrata economica, per un periodo di tempo prestabilito, nel caso in cui si perda il lavoro o l’impegno lavorativo risulti discontinuo, senza escludere l’ipotesi in cui ci si debba assentare per un periodo di tempo a causa di un infortunio.
Per avere un’idea più precisa dei costi e delle clausole può essere utile chiedere un preventivo assicurazione lavoro online.
Che cosa copre l’assicurazione contro la perdita del lavoro?
La copertura offerta da questa tipologia di polizza è una garanzia a sostegno dei lavoratori dipendenti al pari di quelli autonomi, che in caso di necessità fruirebbero di una rendita mensile, una somma da definirsi all’atto della sottoscrizione della polizza.
Il reddito mensile consentirebbe al lavoratore di poter garantire a se, e alla propria famiglia, lo stesso tenore di vita, permettendo al capo-famiglia di impegnarsi nella ricerca di una nuova occupazione o di guarire nel caso di un infortunio.
La polizza considera fra le coperture anche quella per decesso da infortunio e invalidità permanente, il tutto indipendentemente dalla tipologia di professione svolta e dal livello di subordinazione.
L’assicurazione può rivelarsi fondamentale se chi perde il lavoro ha contratto un mutuo e ha la necessità di coprire le spese relative.
Copertura a favore dei lavoratori dipendenti
Se a perdere il lavoro, a prescindere dalla propria volontà, è il lavoratore dipendente di norma la polizza garantisce un’indennità di disoccupazione dell’80% dello stipendio.
L’assicurazione consente al lavoratore dipendente di mantenere inalterato il proprio stile di vita e in fatto di tempi il reddito alternativo di norma viene garantito per un periodo che va dai 400 ai 520 giorni.
L’importo è calcolato in base al reddito che il lavoratore dipendente percepisce all’atto della stipula della polizza.
In fatto di licenziamento la copertura assicurativa è garantita laddove lo stesso avvenga per ingiustificato motivo e non per cause da imputarsi in prima persona al lavoratore.
Questa forma di assicurazione è sottoscritta a garanzia dei lavoratori impiegati soprattutto in un contesto privato.
Non mancano però le protezioni a favore dei lavoratori dipendenti impegnati nel settore pubblico, fra cui spicca la polizza che garantisce un rimborso nel caso in cui il lavoratore deva essere ricoverato in ospedale.
Se il lavoratore è autonomo
Una seconda tipologia di copertura è quella a favore dei lavoratori autonomi.
L’assicurazione permette al lavoratore di fruire di un reddito nel caso in cui lo stesso sia involontariamente vittima di un infortunio di tale entità da procurargli un’inabilità temporanea totale.
La copertura scatta anche nel momento in cui l’autonomo perde il proprio lavoro e si vede costretto ad impiegare il proprio tempo andando alla ricerca di una nuova occupazione.
Il lavoratore autonomo cerca nella polizza il modo di limitare i danni nel caso in cui l’attività subisca un tracollo o un’ interruzione momentanea, oppure nell’eventualità d’un cambio di professione, che necessita di un periodo di tempo per poter ingranare.
Se è l’attività autonoma a garantire il solo e unico reddito alla famiglia, la polizza è una risorsa essenziale nel caso in cui il lavoratore sia vittima di un infortunio e non sia in grado di lavorare per un periodo di tempo anche prolungato.
Somma assicurata e premio
Il lavoratore che intende sottoscrivere la polizza non deve presentare alcuna documentazione reddituale all’atto della sottoscrizione, ma solo un certificato che stabilisca lo stato di buona salute.
Nella stipula della polizza a fare la differenza è anche l’età dell’assicurato.
La quota assicurata è calcolata in base alle necessità del lavoratore e il premio, da pagarsi a scadenza, è il risultato matematico dell’applicazione di un tasso sulla somma assicurata.
Dalla polizza assicurativa sul lavoro alla protezione ‘vita’
Le polizze assicurative lavoro si intrecciano alle polizze vita.
Il mercato di settore infatti propone polizze miste con duplice opzione: caso vita e caso morte.
Un’interessante opportunità per garantirsi un reddito a fronte di eventi quale perdita del lavoro, invalidità, infortunio e malattia.



