Se stai valutando la possibilità di aprire una partita IVA, ma non riesci a orientarti tra le varie opzioni e possibilità che l’Italia mette a disposizione, sei nel posto giusto.
In questo articolo, infatti, ti illustreremo le peculiarità della partita Iva a regime fiscale forfettario, entrando nel dettaglio di come funziona, dei requisiti necessari per aderire e delle differenze che lo caratterizzano rispetto al regime ordinario.
Cos’è il regime forfettario?
Il regime forfettario è stato introdotto nel nostro Paese nel 2015, in sostituzione al precedente regime dei minimi.
L’obiettivo di questa riforma e delle sue correzioni nel tempo è stato di ridurre le imposte sul fatturato, in concomitanza con una gestione fiscale semplificata.
Ciò che caratterizza – in particolare – il regime forfettario è la detrazione delle tasse calcolata su un forfait predeterminato, associato alla categoria professionale di appartenenza – il famoso codice ATECO – della partita IVA in questione.
In sostanza, coloro che non sono iscritti alla camera di commercio possiedono una redditività del 78%, ogni artigiano del 67% e, infine, per chi è inquadrato come commerciante il 40%.
Tutti i vantaggi di aprire una partita Iva agevolata
Il regime forfettario 2023 presenta una notevole convenienza se paragonato alla partita Iva ordinaria. Ecco un veloce riassunto dei punti salienti:
– La principale novità consiste proprio l’imposta sul fatturato, che varia dall’iniziale 5% al 15% previsti dopo i primi cinque anni;
– Non è obbligatorio possedere e compilare i registri contabili;
– La partita iva a forfait è esente dai versamenti Iva e non prevede nemmeno la ritenuta d’acconto;
– Questo regime non contempla limiti di età e nemmeno di permanenza, a meno che non venga superato il massimo di fatturato consentito dall’ultima revisione del 2023 e individuato nella somma totale di 85.000 euro.

A chi conviene la partita Iva forfettaria?
Per le sue caratteristiche intrinseche, il regime forfettario 2023 risulta particolarmente interessante per i giovani che si apprestano ad avviare la propria carriera autonoma.
Aprire una partita Iva con questo regime fiscale consente, infatti, di attutire il peso delle imposte sul fatturato e di sostenere una gestione più leggera e semplice, dal punto di vista amministrativo.
Quali requisiti bisogna avere per accedere al regime agevolato 2023?
Naturalmente, per beneficiare della tassazione agevolata, è necessario rispettare alcuni requisiti. Vediamoli insieme:
– È indispensabile essere una persona fisica coinvolta in un’attività professionale. È il caso dei liberi professionisti e delle ditte individuali;
– Come abbiamo accennato sopra, è doveroso non superare gli 85.000 € di ricavi. Non rispettare questo limite, comporta il passaggio definitivo alla partita Iva ordinaria;
– Questa opportunità è aperta anche a pensionati e lavoratori dipendenti, purché i loro redditi annui non vadano oltre al limite dei 30.000 €.
Vi sono poi degli obblighi per chi opta per il regime a forfait. In primis, superati i 25.000 € è indispensabile applicare la fatturazione elettronica.
Sotto questa soglia, invece, il professionista dovrà conservare le fatture numerate emesse, apponendo un bollo da 2€ per importi superiori ai 77,47 €. A partire dal prossimo anno, l’obbligo di fatturazione elettronica sarà invece esteso indiscriminatamente a tutti.
Conclusioni
In questo articolo, hai scoperto con noi i grandi vantaggi che la partita Iva agevolata garantisce ai professionisti.
Abbiamo visto insieme i requisiti da possedere per accedervi e tutte le caratteristiche intrinseche che questo ottimo regime fiscale consente: non ti resta che fare le opportune verifiche e avviare la tua attività di successo.



