Copywriter in soldoni

7 dicembre 2017

Lo ammetto, il titolo trae in inganno perché non esiste un modo semplice e univoco di parlare di questo lavoro.
Io sono qui per scoraggiarti pesantemente dall’intraprendere questa carriera che ho scelto da un po’ come mia fonte di introiti: ho pensato di levarmi qualche sasso dalle scarpe e contemporaneamente di eliminare qualche concorrente sul nascere, in modo da tenere tutto il lavoro per me.

Primo: per fare il copywriter devi avere le idee chiare.


Affermando questo spero di perdere per strada i confusi e gli amanti delle professioni “minimo sforzo friendly”.
L’idea più comune e diffusa su questo mestiere è che per lavoro il copywriter scriva campagne pubblicitarie, spot televisivi, radiofonici e quei cartelloni che gli addetti ai lavori chiamano affissioni.  La variante web oriented invece parla dei copy come sinonimo di correggi refusi, articolisti promozionali, contenutisti per siti e ecommerce.
Devo ammettere che un fondo di verità c’è: un copywriter si occupa sicuramente anche di questo, ma nelle definizioni sopra manca comunque il passaggio di base: il copywriter prima di buttare giù testi scritti, lavora facendosi venire le idee.
Una cosa posso dirtela per certo: in questo lavoro se non usi bene la testa sarai sempre soltanto una copia di qualcun’altro che cerca di emergere dentro un mercato saturo di offerta.

Secondo: facendo il copywriter non diventerai ricco.

Con questa affermazionesono sicura di riuscire a far perdere interesse a buona parte del pubblico che sta continuando a leggere.
In generale funziona così: un copywriter incomincia il suo percorso professionale inviando un curriculum e il portfolio a un’agenzia  pubblicitaria, se va bene riceve una proposta di stage malpagato per cui lavorerà molte ore accumulando esperienza e se poi verrà assunto, col tempo raggiungerà livelli di seniority o anzianità superiore.
Lo stipendio dal periodo di stage crescerà eh, ma sono abbastanza certa che con quello non potrai permetterti di comprare una Ferrari.
Se invece vuoi diventare un copy e sei un freelance la tua strada sarà simile, ma ancora più accidentata, perché dovrai crescere professionalmente da solo,procurarti e gestire i tuoi clienti. La cosa buona, in questo caso, è che avrai più tempo meno pressione quando lavori, ma non esiste “un aiuto istituzionale” cui rivolgerti in caso di necessità, non c’è un albo professionale e nemmeno un tariffario ufficiale: imparerai tutto grazie alla buona, vecchia gavetta e una bella dose di umiltà.

Terzo: spesso non verrai compreso.


Con questa affermazione do il colpo di grazia.
Penserai molto, scriverai, limerai, cesellerai, proporrai e… i colleghi o i clienti ti bocceranno le tue brillanti idee. A questo non si è mai del tutto pronti, ma che tu ci creda o no, se scegli la strada del copywriting come professione  devi possedere abbastanza cervello per continuare a lavorare e elaborare nuove proposte.

Quarto: non mollare perché il copywriter è il mestiere più bello del mondo.


Non sono molti i tipi di lavoro che ti permettono di essere creativo, di comunicare e pensare fuori dagli schemi (anche se all’interno delle esigenze del tuo cliente), lavorare con il linguaggio, continuare a imparare e a essere curiosi, sperimentare modi nuovi di parlare alle persone.
Ti auguro questo: di scegliere un mestiere che ti stimoli e ti permetta di continuare a divertirti mentre lavori; il copywriter è uno di questi.

Elisa Gattamorta
Freelance Copywriter e Socia dell’Associazione Italiana Copywriter

L’associazione Italiana Copywriter sarà al Talent Garden di Cosenza, il 12 dicembre 2017, con Copychi? Pensare e scrivere per mestiere: Un workshop gratuito dedicato ai giovani che vogliono intraprendere la professione di copywriter.


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