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FRANCHISING NEL MONDO


 

 

Franchising in Usa

Negli Stati Uniti il franchising si è sviluppato secondo due forme diverse:

- il franchising di prodotto e di marchio

- il business format franchising la prima riguarda la vendita dei prodotti fabbricati dai franchisor in cambio del pagamento di un compenso ed è stata la prima formula utilizzata nel franchising e sviluppata intorno agli anni Cinquanta.

Il franchising business format è responsabile di gran parte delle iniziative di franchising negli Usa a partire dal 1950. Verso la metà degli anni Cinquanta furono aperti i primi ristoranti McDonald's, Pizza Hut e Kentucky Fried Chicken. Con questa formula, il distributore in franchising si identifica del tutto con il produttore franchisor e il rapporto costante e continuo tra franchisor e franchisee include, oltre a prodotti e servizi e al marchio registrato, anche tutta la formula commerciale dell'impresa, la strategia, il marketing, i manuali e gli standard operativi, il controllo della qualità, la comunicazione interna e le attività pubblicitarie. I settori con maggior  peso sul totale del Business Format Franchising sono: fast food (56%), alberghi (18%), alimentare (14,2%), ristoranti  (13,1%). Il settore fast food crea più posti di lavoro (pari a 2,7 milioni di unità), il settore servizi alle imprese registra il più alto numero di punti vendita (160.108) e genera il maggior fatturato (160 bilioni di dollari). Per quanto riguarda il franchising di prodotto, il peso maggiore è registrato dal settore stazioni di servizio (distributori carburante), con il 64%, il settore autoveicoli raggiunge il 31% e il settore imbottigliamento il 6%. Il settore autoveicoli crea più posti di lavoro (1,5 milioni) e genera più fatturato (115 billioni di dollari), le stazioni di servizi invece possiedono più punti vendita (82,353) .

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Franchising in Russia 

Negli ultimi anni l'economia russa ha mostrato un particolare dinamismo, sia a livello nazionale sia a livello locale. Secondo i dati dell'istituto di statistica russo Rosstat, nel 2004 in Russia sono arrivati 40,5 miliardi di dollari di investimenti stranieri, quasi il 40% in più che nel 2003. Il dinamismo economico influisce anche sull'andamento del franchising. Ormai da tanti anni operano con successo i marchi globali come: McDonald's, KFC, Baskin Robbins, Pizza Hut, Subway, ma insieme con la crescita dei marchi globali, crescono anche franchisor russi. Attualmente la maggior parte dei franchisor operanti sul territorio della Federazione Russa è concentrata in quattro regioni: Centrale, Nord-Ovest, Sud della Russia e Siberia. Oggi in Russia operano oltre 150 reti di franchising e quasi 2mila punti di vendita affiliati. Sono presenti anche marchi italiani, soprattutto nel settore abbigliamento uomo, donna e intimo. Le più grandi opportunità di sviluppo del franchising si registrano nei seguenti settori: fast food, servizio di stampa e fotocopie, riparazione e manutenzione auto, centri estetici e benessere e settore retail (abbigliamento, scarpe, mobili, supermercati, articoli sportivi).

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Il franchising in Brasile


La formula del franchising in Brasile è presente dall'inizio degli anni '90. Ogni anno il franchising registra una crescita pari al 20% un ritmo superiore a quello della crescita dell'economia in generale. Nel 2003 erano 673  le reti operanti sul mercato, nel 2004 si è registrato un incremento di 160 reti, per un totale pari a 833 reti. Sul mercato operavano 19mila franchisee. Nel 2004 è cresciuto anche il numero del personale occupato che ha raggiunto le 531mila unità. Il fatturato generato dal franchising nel 2003 ha raggiunto quota  29.044 bilioni di real (10 mila miliardi) e nel 2004, 31.639 bilioni di real con una crescita pari al 9%. Per quanto riguarda il numero delle reti per settore d'attività, il settore trainante è il settore alimentare in cui il numero delle reti è cresciuto da 128 nel 2003 a 145 nel 2004, pari al 13% del totale, il settore di benessere, estetica e salute cresciuto da 109 a 135 reti, e pari al 24%. Il settore informatica ed elettronica ha registrato un aumento delle reti pari al 26%, mentre i servizi di pulizia e manutenzione del 62%. Il numero degli affiliati è cresciuto da 56.564 nel 2003 a 59.028 nel 2004, con un incremento pari al 4%. Il maggior numero di negozi si conta nei settori del commercio despecializzato (19.495), educazione e formazione (10.780), salute e benessere (9.310), alimentare (5.378). La maggior crescita del numero degli affiliati si osserva nel settore hotel e turismo.  

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Il Franchising in Messico 

L'approdo della formula franchising in Messico risale al 1985 quando le uniche franchise presenti erano quattro: McDonald's, KFCH, Howard Johnson e Helados Bing. Oggi queste reti non sono rimaste sole. Secondo stime della Federazione iberico americana delle associazioni di franchising (Federación Iberoamericana de Asociaciones de Franquicias - FIAF), il Messico ha concluso il 2005 con 830 reti in franchising con una crescita del 66% rispetto al 2004. Ferenz Feher, il nuovo segretario generale della federazione, dichiara 500mila persone occupate in 50mila punti di vendita. Il sistema franchising rappresenta il 5% del Prodotto interno lordo del paese. In generale l'affiliazione commerciale targata Messico presenta ottime potenzialità anche di internazionalizzazione soprattutto nei paesi latinoamericani dove i concept messicani ricevono un'ottima accoglienza. Il 1989 è un anno fondamentale per il mercato del franchising perché vede la creazione dell'Associazione Messicana del Franchising.

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Il franchising in Venezuela
 

Il franchising, presente sul mercato dal 1996, si è trasformato oggi in un settore prospero e dinamico. Attualmente si contano circa 260 insegne nazionali e straniere con 1.300 punti vendita e un fatturato di 1.400 milioni di euro. Secondo le previsioni i format locali possono rappresentare oltre il 60% del totale nei prossimi 5 anni. Il 35% delle reti è concentrata nella sua capitale, Caracas. Il tasso di crescita del settore franchising è aumentato del 20% dal 1998 a oggi. Secondo le previsioni realizzate da Profranquicias, il settore continuerà a crescere in maniera costante. Si stimano per il 2006 circa 500 aziende franchisor. I sistemi di franchising originari degli Stati Uniti, hanno trovato in Venezuela un eccellente mercato: circa il 35% del totale delle aziende franchisor presenti sono di provenienza americana. Oltre alle aziende franchisor provenienti dagli Stati Uniti, esistono in Venezuela format provenienti da altri 10 paesi, tra i quali Canada, Spagna, Francia, Messico e Italia.

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Il franchising in Cina 

In Cina il franchising è una realtà molto recente, ma in continua e forte espansione. Secondo i dati statistici rilevati dalla Chinastore Operations Association nel luglio del 2002 erano presenti sul territorio cinese ben 1000 franchise operative, impegnate in 50 diversi settori merceologici come catering, vendita al dettaglio. Negli ultimi tre anni il tasso di crescita ha raggiunto una quota pari al 40%. Per quanto riguarda il numero di franchisor per settore di attività, il maggior numero si registra nel settore della ristorazione (35%), nel commercio specializzato (30%), nei servizi per la persona (10%), nelle concessionarie automobilistiche 10%. Le reti straniere tentano di penetrare nel mercato asiatico attraverso partnership con società locali di distribuzione del marchio o dei prodotti/servizi. La prima legge sul franchising in Cina, denominata The Provisional Administrative Rules of Commercial Franchising, fu emanata il 14 novembre 1997 circa 10 anni dopo l'apertura della Cina comunista al resto del mondo. L'11 dicembre 2004 la Cina, mantenendo fede agli impegni assunti in sede di adesione all'OMC avvenuta esattamente tre anni prima, ha introdotto la nuova legge sulla distribuzione e sul trading, legge di portata storica perché ha concesso per la prima volta dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese, avvenuta nel 1949, la possibilità a soggetti stranieri di operare nella distribuzione e nel trading, in quello che potenzialmente è destinato a divenire il più grande mercato del mondo. A partire dal primo febbraio 2005 in Cina esiste la legge denominata The Administrative Rules of Commercial Franchising. Tale legge costituisce attualmente la cornice legislativa fondamentale cui deve far riferimento chi intende commercializzare i propri prodotti in Cina attraverso il franchising. La legge in questione è stata integrata con ulteriori disposizioni pubblicate sotto forma di circolare: Circular on Strengthening the Administration of Franchising Activities. Per entrare in questo mercato  franchiosor esteri adottano principalmente tre metodi operativi:
- Joint Venture: società con la responsabilità limitata dove entrambi i partner investono e gestiscono l'attività tramite il Consiglio di Amministrazione. McDonald's ha formato la joint venture con una società locale di Pechino.
- La piena proprietà della società straniera: tutto il capitale è investito dalla casa madre, che mantiene il pieno controllo della gestione aziendale. Questo metodo è il più popolare come forma di sviluppo della rete in Cina. È stata adottata da KFC e Pizza Hut, che hanno registrato la sede della società a Shanghai e successivamente hanno aperto una dozzina di filiali nelle principali città del paese.
- Master Franchising: ci sono diversi Franchisor che operano sul mercato cinese con la formula del Master. Il fattore decisivo del buon sviluppo del marchio è la scelta del partner locale. La conoscenza del mercato e della realtà cinese è fondamentale per il successo a breve e lungo termine. Nonostante il grande potenziale economico, il lancio del business, della rete, del marchio sul mercato cinese può essere difficile ed oneroso.

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Il franchising in India


L'India è un mercato enorme con più di 1 miliardo di abitanti, di cui 500 milioni vivono nelle città. Sono tante le reti internazionali di franchising che decidono di sviluppare il proprio business sul mercato indiano. L'India è in vetta ai prossimi investimenti di Wal-Mart, Tesco e Benetton. Le regolamentazioni legali, introdotte recentemente dal governo in materia di investimenti stranieri del settore retail, non hanno deteriorato il livello di investimenti stranieri. Le società internazionali come Marks&Spencer hanno deciso di entrare sull'enorme mercato indiano usando differenti forme del contratto di franchising, passando dalla semplice concessione dell'uso del marchio in cambio della fee, fino all'adozione del modello del business e al pagamento della franchise fee. McDonald's è stato il primo a entrare sul mercato. La notorietà del marchio insieme con l'adattamento dei prodotti ai gusti degli abitanti ha permesso alla rete americana di diventare un brand "di casa". L'aspetto molto importante che determina il successo del franchising sul nuovo mercato è l'individuazione e il raggiungimento del target di riferimento. L'India è un paese multietnico, secondo per numero di abitanti al mondo. Quasi tutti i prodotti e i servizi hanno potenzialità di sviluppo, ma devono tuttavia essere adattati al mercato locale. In India non esiste una legge sul franchising, ma esistono diverse leggi che regolano aspetti della relazione tra franchisor e franchisee, come leggi su proprietà intellettuale, tasse, lavoro,  concorrenza, controllo di proprietà e scambio. Il Governo stabilisce che i franchisor stranieri possono ricevere il pagamento delle royalties fino all'1% del totale delle vendite sul mercato indiano e al massimo fino al 2% di export per l'uso di nome e marchio del franchisor; il pagamento non include il trasferimento delle tecnologie. La legge indiana permette di effettuare il pagamento in unica soluzione da parte dell'affiliato indiano al Franchisor straniero per trasferimento del know-how: tecnologia, manuali, sistemi gestionali etc. Per quanto riguarda la formula del Master Franchise, gli esperti del mercato suggeriscono di dividere il territorio indiano e concedere la licenze master regionali piuttosto che nazionali. L'India ha liberalizzato il mercato nel 1991 e subito è emersa come IT e outsoursing hub. Questo è anche completato dall'onnipresente conoscenza della lingua inglese. La pianificazione, la progettazione e la valutazione del mercato indiano, associato alla fiducia nello spirito e nelle capacità  imprenditoriali degli indiani, forniscono una profittevole entrata sul mercato e inoltre richiamo al prodotto e al servizio. Qui economia e clima sociale sono pronti per affrontare i marchi stranieri e farli crescere sul proprio mercato.

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